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La scoperta del sesso
Por Jose Maria | Publicado  02/12/2006 | Gay | Sin Calificar
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La scoperta del sesso

La prima esperienza la ebbi a diciotto anni.
Il mio sviluppo era iniziato tardi. Nonostante non fossi piccolo di statura, dimostravo un po' meno della mia età, tanto che le amiche di mie mamma, incontrandomi mi trattavano come un bambino, dandomi dei pizzicotti e accarezzando i miei lunghi capelli biondi. Del resto, il viso efebico senza traccia di peli, le labbra carnose e il culetto tondo e sodo potevano trarre in inganno. Con la pettinatura giusta probabilmente tutti avrebbero pensato a me come a un’adolescente dal seno quasi inesistente.

Diverse ragazze mi dimostravano il loro interesse, ma in fatto di sesso ero a digiuno di tutto o quasi.
I miei erano molto rigidi su questo argomento: non mi dicevano nulla.
Avevo cominciato a scoprire il mio corpo solo grazie ai racconti di alcuni compagni di classe: confidenza dopo confidenza cominciavo ad accarezzarmi, anche se sinceramente non sapevo ancora bene come fare per raggiungere un orgasmo.

Successe tutto quella estate...
Non avrei mai pensato che in un mesetto avrei scoperto cosi tante cose sui piaceri della carne. Come negli anni precedenti, siccome i miei lavoravano e non volevano che rimanessi in città, mi mandarono a passare un mese da alcuni parenti in campagna. All’inizio non mi divertivo molto. L’unica compagnia plausibile era quella di mio cugino 30enne. Lui mi considerava un ragazzino. Spesso mi prendeva in giro, chiamandomi “bella” o “femminuccia” e si rivolgeva a me sempre al femminile. Più di una volta, quando era solo con me, mi aveva accarezzato scherzosamente il sedere. Non avevamo molto in comune, per cui spesso stavo da solo. Dopo una settimana, però, iniziò a dimostrarsi molto più disponibile. Allora non lo capii ma probabilmente, fin dalla prima occhiata che mi diede, aveva intuito i possibili sviluppi che poteva avere il nostro rapporto.

Un pomeriggio, dopo aver fatto scorta di birra, mi portò in una piccola baracca immersa in un boschetto che era diventata la sua tana. Parlava liberamente di sesso e pornografia. All’improvviso estrasse da un cassetto una valanga di giornali hard di tutti i tipi. In quell’atmosfera libertina ci sedemmo tranquillamente su un vecchio divano sgangherato a sfogliare le riviste.

Mi offrì una birra: in un attimo, me la scolai, per fargli credere di essere più adulto… Un fuoco d’alcool si sprigionò nel mio stomaco. Poi mi diede un’altra lattina: la seconda in meno di cinque minuti. Pensare che fino ad allora non ne avevo mai assaggiata nemmeno una…
Non ero abituato a bere, così mi ritrovai quasi subito brillo. E questa situazione fece di me una perfetta preda sessuale nelle sue mani!!!
Ero intontito dall’alcool, così quando mi raccontò che in quella baracca lui e i suoi amici si masturbavano a vicenda rimasi quasi paralizzato dall’imbarazzo, perché capivo a cosa alludeva.
Disse che non dovevo essere turbato, perché era molto più divertente che farlo da soli e che non c’era nulla di male. Anzi: - “Più lo fai e più impari a conoscere il tuo corpo…” - disse in tono serioso.

D’un tratto, prese l'iniziativa. Cominciò ad accarezzarmi i capelli e il viso, facendo passare la mano prima dietro l’orecchio e poi sul mento. Quindi, mi diede un bacio sulla guancia: - “Guarda che bella boccuccia che hai, sembra fatta apposta per fare i pompini” - disse ridendo.
Mi chiese se avessi mai baciato “alla francese”. Scossi la testa chinando lo sguardo. Ero diventato rosso dalla vergogna di non sapere una cosa che a lui sembrava tanto familiare.
In tutta risposta lui aggiunse: - "Adesso ti faccio vedere come si fa…". Vedendomi accondiscendente inizia a sfiorarmi le labbra con la punta della lingua. Inizialmente non oso fare nessun movimento. Sono come paralizzato; sento il battito del mio cuore accelerare sempre di più dall’emozione. Quindi la curiosità prende il sopravvento e mi decido a rispondere: l’accolgo timidamente socchiudendo la bocca. Dopo la prima conoscenza, la sua lingua comincia a scivolare ritmicamente nella mia bocca.
- “Visto? È facile imparare…”.
A quel punto mi fa sedere sulle sue ginocchia e passa a baciarmi sul collo, mordicchiandomi nei punti più sensibili dietro la nuca, muovendo contemporaneamente il bacino per strusciarsi a contatto del mio sedere… sento che sotto al mio culo qualcosa di grosso si ê gonfiato.
Passa qualche minuto tra un bacio e l’altro. Quindi, lo sento armeggiare con la zip: si slaccia i pantaloni con noncuranza e prendendomi una mano la guida in mezzo alle sue cosce.
Per un attimo non so che fare. E' la prima volta che tocco un cazzo!!!
- “Guarda che io… insomma… non ho mai fatto niente…” - inizio a balbettare, tentando di fare resistenza ma la sua voce autoritaria mi blocca, mentre mi stringe la mano in modo che non possa ritrarmi: - “C’è sempre una prima volta sai…?” - e poi aggiunge: - "Dai, cosa aspetti… muovi la mano" - invitandomi a masturbarlo. Con la sua mano sulla mia mi indica il movimento che devo compiere.

Scorrevo ad accarezzarlo per tutta la sua lunghezza in un lento sù e giù; intanto lui mi incitava ansimando dicendomi che avevo una mano da fata... una mano da vera donna…
- "Mio dio… continua... sei proprio bravo...” - disse facendo trasparire una vera e propria ammirazione per il mio operato. Aveva gli occhi chiusi e il capo reclinato all’indietro.
Continuai per un certo tempo: ormai avevo appreso il lavoro che dovevo fare…
Quando fu in prossimità dell'orgasmo, mi ordinò di alzare il ritmo della sega. Sentii il suo corpo fremere fino a che non venne. La grande quantità di sperma che eiaculò mi sporcò tutta la mano.

Improvvisamente, afferrò la mano con cui lo avevo masturbato e la spinse verso la mia bocca. Non ero preparato ad un gesto simile e, prima che potessi reagire, mi ritrovai con la bocca bagnata del suo sperma.
- “Assaggialo… scommetto che ti piace…”.
Come stregato da quell’odore acre e dalla consistenza appiccicosa, passai la lingua sulle mie labbra e lui ne approfittò per infilarmi dentro le dita imbrattate.
- “Coraggio… leccalo bene…”.
Decisi di ubbidire…